Ghetto Boxer vuole esplorare le transizioni che il nostro mondo sta affrontando, il modo in cui elementi del passato e del futuro interagiscono e colorano il nostro presente. Esaminare mutazione e reazione tra comunità classiche, ed il nascere di nuove. L'investigazione di fatti e sogni e paure. Il modo in cui le persone reagiscono.

Perché "Ghetto Boxer"? Ghetto perché il mondo è sempre stato e continua ad essere pieno di ghetti: quelli economici, di chi non ha niente, ma anche di chi possiede tutto; e quanti ghetti sono autoinflitti? Il pugile - boxer - per stile, velocità e un pugno mirato (e qui pensiamo ad Ali). E Ghetto Boxer insieme perché il pugilato (insieme alla musica) è sempre stato uno dei modi tradizionali di uscire dal ghetto. I Pugili di strada sono scarni, essenziali e affamati. Non hanno tempo per compiacersi.

Ghetto Boxer vuole fare reportage su e dal l'intero "villaggio globale", con la volontà di oltrepassare limiti e confini, siano essi di natura geopolitica, sociale, accademici, eccetera, per creare mosaici di significato attraverso l'uso di prospettive diverse: personali, locali, transnazionali. Di ispirazione fortemente internazionalista, Ghetto Boxer intende sfruttare al pieno il potenziale per essere ovunque, creando una rete transnazionale di collaboratori.

A livello essenziale, Ghetto Boxer tratta di contaminazione e trasformazione.

E questo e' solo l'inizio...